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In Italia soffrono di lesioni cutanee gravi e complesse oltre 2 milioni di persone.

Rimanere attivi a tutti i costi non è garanzia di benessere per gli over 60. A sfatare il mito dell’invecchiamento attivo inteso come mera occupazione del tempo è uno studio dell’Università di Padova, pubblicato sulla rivista BMC Public Health. La ricerca dimostra come la soddisfazione personale in età anziana dipenda dalla tipologia di impegno, dal tempo impiegato e da profonde disparità di genere, mettendo in guardia dal rischio di sovraccaricare la terza età con mansioni che celano carenze di welfare.

Condotta analizzando i diari giornalieri dell’Indagine Uso del Tempo dell’Istat su un campione di oltre 10.000 italiani over 60, l’indagine – coordinata dalle docenti Maria Letizia Tanturri, Annalisa Donno, Marina Salierno, Alessandra Buja ed Erika Borella – evidenzia impatti divergenti tra uomini e donne. Se il volontariato nel fine settimana rappresenta una gratificazione quasi esclusiva per la popolazione maschile, la cura dei nipoti appaga soprattutto le donne, purché limitata: oltre una certa soglia, o se prolungata nei weekend, l’impegno si trasforma in stress da sovraccarico. La criticità maggiore riguarda l’assistenza a familiari anziani o con disabilità, compito che grava quasi unicamente sulle donne over 60, provocando un crollo verticale della loro soddisfazione di vita a causa della privazione di riposo e tempo libero.

Quanto all’attività lavorativa (svolta dal 6,4% del campione), l’effetto sul benessere non è univocamente positivo ma subordinato all’equilibrio con il riposo. “Non basta suggerire agli anziani di dedicarsi ad attività produttive per stare bene: solo alcune danno vera soddisfazione. Non si possono gettare sulle loro spalle carichi gravosi con la scusa di restare attivi”, avverte Tanturri. Il messaggio lanciato dai ricercatori a istituzioni e politica è netto: l’invecchiamento attivo genera benessere solo quando nasce da una libera scelta e non va a supplire a deficit strutturali nei servizi di supporto alle famiglie.

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