Quasi 20 milioni di decessi legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal 2000 grazie all'aumento della copertura vaccinale. Il dato quanto emerge dalla prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la regione africana e da 'Gavi, The Vaccine Alliance'.
Dai dati analizzati, nel periodo in esame, 44 Paesi africani hanno introdotto una seconda dose di vaccino contro il morbillo nei programmi di immunizzazione di routine, contribuendo ad aumentare i tassi di copertura dal 5% del 2000 al 55% del 2024: l’attività ha consentito di dimezzare i decessi per morbillo nella regione africana e ha determinato una riduzione del 40% dei casi complessivi.
In particolare nel 2025, Capo Verde, Mauritius e Seychelles sono diventati i primi Paesi dell'Africa subsahariana a raggiungere lo status di eliminazione del morbillo e della rosolia, il massimo livello di protezione contro entrambe le malattie.
L'analisi ha inoltre valutato i progressi complessivi nell’ampliamento della copertura vaccinale contro una vasta gamma di malattie, nonché gli sforzi in corso per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 per l'immunizzazione. Oggi i programmi di immunizzazione di routine proteggono da 13 malattie prevenibili con i vaccini, rispetto alle 8 del 2000: gli autori dell'analisi hanno rilevato inoltre che 47 Paesi dell'Africa subsahariana offrono ora il vaccino contro l'epatite B come parte del programma di vaccinazione di routine (16 somministrano la dose alla nascita); 33 hanno introdotto il vaccino contro la rosolia; 29 offrono il vaccino contro il papilloma virus umano, che protegge dal cancro cervicale. Inoltre i decessi per meningite sono diminuiti del 39%, il vaccino contro la malaria è stato introdotto in 25 Paesi e, solo nel 2024, almeno 1,9 milioni di vite sono state salvate grazie alle vaccinazioni. L'Africa ha compiuto progressi straordinari in meno di una generazione ma - sottolineano gli esperti - i progressi sono disomogenei e persino in fase di rallentamento: per questo il report sollecita il rafforzamento delle vaccinazioni di routine per non lasciare indietro nessun bambino e realizzare l’obiettivo del 90% di copertura.




