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Quando si collabora i cervelli si allineano

In Italia una vera rete dei centri di sperimentazione clinica ancora non esiste. Costruirla è la sfida da cui è partito il primo confronto nazionale promosso dagli IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena tra i principali Clinical Trial Center italiani, riunitisi nei giorni scorsi per la prima volta a Roma con un obiettivo comune: mettere a sistema competenze, organizzazione e accesso alle cure. Un passaggio necessario per superare una frammentazione, che limita le opportunità per i pazienti.

A fronte di circa 400 mila nuove diagnosi di tumore ogni anno in Italia, infatti, solo il 3–5% dei pazienti oncologici eleggibili — cioè quelli che, per caratteristiche cliniche e condizioni generali, possono essere inclusi in uno studio — partecipa a una sperimentazione clinica. Nei centri ad alta vocazione, come gli IFO, si arriva al 10%, ma il dato resta lontano dal potenziale: secondo gli esperti, in un sistema pienamente organizzato potrebbe raggiungere il 40–50%. Questo significa che ogni anno decine di migliaia di persone restano escluse, spesso per mancanza di informazione o accesso.

“Siamo ancora lontani da una vera rete nazionale — evidenzia Massimo Zeuli, Responsabile Clinical Trials Center – IFO. — Manca innanzitutto un censimento: oggi non esiste nemmeno un elenco ufficiale dei CTC italiani e le collaborazioni si basano spesso su rapporti personali. Il primo passo è standardizzare e istituzionalizzare i CTC, poi metterli in rete con strumenti condivisi che permettano di coordinare la ricerca a livello nazionale. Solo così sarà possibile garantire a ogni paziente oncologico italiano, indipendentemente da dove viene curato, la stessa probabilità di accedere a una sperimentazione clinica.”

“La ricerca clinica è una opportunità concreta di cura — aggiunge Livio De Angelis, Direttore Generale IFO. —Mettere a sistema i Clinical Trial Center, costruire una rete nazionale, abbattere le disuguaglianze di accesso: è questa la sfida che, come istituzione, sentiamo il dovere di guidare.”

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