Un vaccino sperimentale contro l’HIV è riuscito per la prima volta a indurre in tutti gli animali testati anticorpi capaci di neutralizzare molteplici varianti del virus. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature da un gruppo di ricerca dello Scripps Research Institute e del Karolinska Institutet, è la prima dimostrazione che la sola vaccinazione può generare in modo affidabile anticorpi neutralizzanti ad ampio spettro contro l’HIV. Lo studio è stato condotto su macachi rhesus e avvicina la comunità scientifica alla realizzazione di un vaccino in grado di proteggere contro l'enorme diversità genetica dei ceppi di HIV circolanti nel mondo.
I ricercatori hanno sviluppato nanoparticelle rivestite da centinaia di copie della proteina Env, la struttura che forma le caratteristiche “spine” presenti sulla superficie del virus, e hanno concentrato l'attenzione sull’apice della proteina Env, una regione che rimane quasi identica nella grande maggioranza delle varianti virali conosciute. “L’apice rappresenta un bersaglio vaccinale estremamente interessante per due motivi”, spiega Javier Guenaga, ricercatore dello Scripps Research e co-primo autore dello studio. “È altamente conservato tra tutti i ceppi di HIV e anticorpi molto potenti diretti contro questa regione sono già stati isolati in persone che convivono con il virus”.
Inizialmente è stata esaminata una vasta libreria di proteine Env stabilizzate, poi sono state selezionate quelle più capaci di attivare le rare cellule immunitarie necessarie agenerare gli anticorpi desiderati. Successivamente hanno somministrato ai macachi una sequenza di vaccini contenenti differenti versioni della proteina virale. I risultati hanno superato le aspettative: tutti e sei i macachi coinvolti nell’esperimento hanno sviluppato anticorpi diretti contro l’apice della proteina virale e capaci di neutralizzare varianti di HIV mai incontrate in precedenza. “È un traguardo che aspettavamo da molto tempo”, afferma Richard Wyatt, che ha coordinato lo studio. “Il fatto che questa risposta sia stata osservata in tutti gli animali ci dice che siamo sulla strada giusta. È andata meglio di quanto avessimo sperato”, conclude.
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