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NEWS

2 Marzo 2026
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa non aumenta il rischio di mortalità. Anzi, per alcune donne potrebbe essere un vero e proprio “scudo” per la salute. A dimostrarlo è uno studio danese, coordinato da ricercatori del Copenhagen University Hospital - Rigshospitalet di Copenhagen e pubblicato sul The British Medical Journal. Per anni la TOS - introdotta per alleviare i tormenti della menopausa, dalle vampate improvvise alle notti insonn...
TAG:  Menopausa | Ormoni | TOS |
27 Febbraio 2026
La geometria delle superfici dei dispositivi medici, come cateteri e stent, può effettivamente essere sfruttata per ostacolare l’adesione batterica e prevenire così le infezioni. A dimostrarlo è una ricerca condotta da Roberto Rusconi, responsabile dell’unità di Fisica Applicata, Biofisica e Microfluidica presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e docente all’Humanitas University, e da Luca Pellegrino, ricercatore post-dottorato nello stesso l...
25 Febbraio 2026
Un breve programma di allenamento cognitivo al computer, mirato ad aumentare la velocità di elaborazione delle informazioni e la capacità di gestire compiti complessi è associato a un rischio significativamente più basso di ricevere una diagnosi di demenza fino a 20 anni dopo. È quanto emerge da uno studio randomizzato finanziato dai National Institutes of Health e pubblicato sulla rivista Alzheimer’s & Dementia: Translational Research and Clini...
TAG:  Demenza | Cervello | Computer |
23 Febbraio 2026
L’uso problematico e di tipo “addictive” di telefoni cellulari, social media e videogiochi tra gli 11 e i 12 anni è associato a un aumento del rischio di problemi di salute mentale, disturbi del sonno e comportamenti suicidari nel giro di un anno. È quanto emerge da uno studio guidato da Jason M. Nagata, medico della Division of Adolescent and Young Adult Medicine del Dipartimento di Pediatria della University of California, San Francisco, pubblica...
20 Febbraio 2026
L’alimentazione a tempo limitato – una forma di digiuno intermittente – può ridurre significativamente l’attività sintomatica della malattia e l’infiammazione sistemica negli adulti con morbo di Crohn e sovrappeso o obesità. A scoprirlo è un nuovo studio dell’Università di Calgary, finanziato dalla Crohn’s & Colitis Foundation dall’Università di Calgary, il primo a dimostrare che mangiare solo entro un intervallo di 8 ore può rid...
18 Febbraio 2026
Consumare due o tre caffè al giorno, così come una o due tazze di tè, è associato a un minore rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva. Questo è quanto emerge da uno studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association, condotto dagli scienziati del Mass General Brigham, della Harvard TH Chan School of Public Health e del Broad Institute presso il Massachusetts Institute of Technology. Il team, guidato da Daniel Wang e Yu Zhang...
TAG:  Demenza | Caffè | |
16 Febbraio 2026
Una ricerca sulla bronchite cronica ed enfisema polmonare (broncopneumopatia cronica ostruttiva), coordinata dall’Università di Udine, ha identificato i parametri (biomarcatori) che misurano le limitazioni del funzionamento dei principali organi coinvolti nella patologia, in particolare quelli dell’attività fisica. Allo studio ha lavorato il gruppo di fisiologia, coordinato da Bruno Grassi, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine, in...
13 Febbraio 2026
Una indagine condotta dal Prof. Silvio Danese e dal Dr. Ferdinando D’Amico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano rivela un significativo divario tra la crescente consapevolezza del ruolo terapeutico della nutrizione e l’effettivo accesso dei pazienti affetti da Morbo di Crohn a un supporto specialistico. ...
11 Febbraio 2026
Un team di ricerca italo-statunitense composto da ricercatrici dell’Istituto per la microelettronica e i microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Imm) e dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna (Cnr-Isof), e da colleghi del Department of Mechanical Engineering della Johns Hopkins University a Baltimora (USA), ha sviluppato una strategia sperimentale che consente di ricreare e studiare in laboratorio ...
9 Febbraio 2026
I nuovi farmaci antiobesità si stanno rivelando preziosi alleati per la salute mentale. Da un lato, infatti, aiutano a contrastare l’aumento di peso legato ad alcuni psicofarmaci compromettendo l’aderenza terapeutica, dall’altro potrebbero contribuire a ridurre il rischio di depressione e disturbo bipolare. In sostanza gli agonisti del recettore del peptide-1 glucagone-simile (GLP-1), sono composti simili ad ormoni naturalmente presenti nel nostro o...
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