Le ossa non sono una struttura inerte, né un semplice deposito di calcio. Sono un tessuto vivo, dinamico, capace di rinnovarsi continuamente e di dialogare con il resto dell’organismo. A regolare questo equilibrio non sono soltanto calcio, vitamina D, estrogeni o paratormone, ma anche il cervello, il sistema nervoso e alcuni ormoni prodotti dall’ipofisi.
Percepite come una valida alternativa al fumo tradizionale e, in molti casi, come uno strumento utile per ridurre i danni legati al tabagismo, sempre più diffuse soprattutto tra i più giovani, le e-cig sono considerate dai più dispositivi “più sicuri”, meno nocivi e socialmente più accettabili rispetto alle sigarette convenzionali.
Alcune mutazioni genetiche e la presenza di cicatrici nel muscolo cardiaco, rilevabili solo con la risonanza magnetica cardiaca, possono determinare arresti cardiaci improvvisi e finora inspiegati, anche in individui giovani, apparentemente sani e con esami di routine, come l’ecocardiogramma, spesso totalmente nella norma. A evidenziarlo sono tre studi internazionali coordinati da ricercatori della Società Italiana di Cardiologia, pubblicati su JAMA Cardiology, European Heart Journal e Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure, che delineano in modo più preciso il profilo di rischio della morte cardiaca improvvisa in questo scenario.
L’obesità in età giovanile è una vera emergenza sanitaria che ipoteca il futuro delle nuove generazioni. Se infatti l’obesità colpisce prima dei trent’anni d’età, il corpo inizia un countdown precoce che aumenta del 70% il rischio di decesso prematuro. Il dato, emerso da una vastissima ricerca dell’Università di Lund e pubblicato su eClinicalMedicine, è stato recentemente rilanciato dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO).
Chi lavora troppo ha più probabilità di sviluppare l’obesità e, secondo alcune ricerche, ridurre il tempo dedicato al lavoro potrebbe aiutare a mantenere il peso forma. Una ricerca internazionale, presentata al Congresso europeo sull'obesità di Istanbul, ha confrontato i modelli lavorativi e la prevalenza dell'obesità in 33 paesi OCSE dal 1990 al 2022. Lo studio ha rilevato che paesi come Stati Uniti, Messico e Colombia, caratterizzati da un maggior numero di ore lavorative annue, presentano anche tassi di obesità più elevati, nonostante i paesi del Nord Europa consumassero in media più grassi rispetto a quelli dell'America Latina.
Dormire troppo poco, ma anche troppo a lungo, potrebbe accelerare l’invecchiamento biologico di cervello, cuore, polmoni e sistema immunitario ed essere associato a numerose malattie croniche. È quanto emerge da uno studio guidato da Junhao Wen della Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons e pubblicato sulla rivista Nature. Analizzando i cosiddetti “orologi biologici” di diversi organi umani, i ricercatori hanno osservato che sia il sonno inferiore alle sei ore sia quello superiore alle otto ore al giorno risultano associati a un’accelerazione dell’età biologica rispetto all’età anagrafica.
L’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza, in particolare nel primo trimestre, è associata a peggiori capacità linguistiche e motorie nei bambini a 18 mesi, con effetti ancora più marcati nei nati prematuri. È quanto rilevano Alexandra Bonthrone, Serena Counsell e colleghi del King’s College London in uno studio pubblicato sul Journal of Physiology. Lo studio, condotto su 498 bambini nati nella Greater London tra il 2015 e il 2020, esamina per la prima volta in modo sistematico il legame tra esposizione prenatale agli inquinanti e sviluppo neuro-cognitivo nella capitale britannica.
L’olio essenziale di mirto comune (Myrtus communis) può fare da scudo agli spermatozoi dai danni causati dal bisfenolo A, una sostanza chimica molto diffusa nelle plastiche. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova e dell’Università di Beja e Hammam Lif (Tunisia) in uno studio pubblicato sulla rivista Antioxidants. L'olio essenziale di Myrtus Communis è stato utilizzato per verificare la sua capacità di agire come rimedio contro i danni da esposizione al bisfenolo, interferente endocrino che porta a una riduzione della funzionalità degli spermatozoi e a un aumento dello stress ossidativo.
Il trapianto di utero può portare le donne con infertilità assoluta da fattore uterino a coronare il sogno di diventare mamme. È quanto emerge da uno studio coordinato da Liza Johannesson del Baylor University Medical Center e pubblicato su JAMA, che documenta 31 nascite in 27 pazienti sottoposte alla procedura. La ricerca analizza uno dei più ampi dataset disponibili sul tema, includendo 44 donne sottoposte a trapianto tra il 2016 e il 2026.
Un insieme complesso di fattori nutrizionali, metabolici e cognitivi contribuisce a rendere le donne più vulnerabili nella riabilitazione post-ictus. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio condotto dall'IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS e pubblicato sulla rivista Neurology International. Lo studio, che ha coinvolto su 87 pazienti in fase subacuta post-ictus, evidenzia una maggiore fragilità femminile già all’ingresso in riabilitazione: oltre la metà delle donne (52,4%) risultava malnutrita, rispetto a circa un terzo degli uomini. Dopo sei settimane di trattamento – convenzionale e robotico – le pazienti presentavano un recupero delle autonomie nella vita quotidiana significativamente inferiore, associato a livelli più elevati di stress ossidativo.
L’intelligenza artificiale diventa la guida “intelligente” del femtolaser, cioè il laser robotico per la cataratta, potenziandone la precisione micrometrica e adattando il trattamento alle caratteristiche specifiche dell’occhio di ciascun paziente, grazie a sofisticati algoritmi che elaborano migliaia di scansioni oculari e mappano le strutture anatomiche dell’occhio in tempo reale. Una evoluzione del sistema, che non sostituisce il chirurgo, ma ne potenzia la precisione: un fondamentale passo in avanti per l’IRCCS veronese di Negrar che con l’adozione di ALLY (Adaptive Cataract Treatment System), per la prima volta in Italia, una tecnologia di ultima generazione, che integra intelligenza artificiale, robotica avanzata ed esperienza chirurgica.
Il 30% delle malattie croniche e 1 tumore su 4 dipendono da squilibri ormonali, eppure gli ormoni restano un grande sconosciuto per la maggior parte degli italiani, che li sottovalutano e non sanno come mantenerli in salute. A ricordare che nel nostro organismo circolano molte decine di ormoni le cui variazioni possono fare da apripista a moltissime patologie - dall’obesità al diabete, dalle malattie della tiroide ai tumori neuroendocrini, dall’osteoporosi all’infertilità, fino a oltre 400 malattie rare direttamente correlate al sistema endocrino - sono gli esperti della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), che in occasione della Giornata mondiale degli ormoni (World Hormone Day) raccomandano di seguire 10 regole molto semplici.
Si chiama YntraDose l’innovativa terapia locoregionale per tumori pancreatici non operabili al centro di un protocollo sperimentale innovativo che vede protagonista un radiofarmaco, una sorta di ‘colla radioattiva’ che il radiologo interventista inietta direttamente nel tumore con una sorta di lungo ago attraverso la parete addominale.
In Italia una vera rete dei centri di sperimentazione clinica ancora non esiste. Costruirla è la sfida da cui è partito il primo confronto nazionale promosso dagli IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena tra i principali Clinical Trial Center italiani, riunitisi nei giorni scorsi per la prima volta a Roma con un obiettivo comune: mettere a sistema competenze, organizzazione e accesso alle cure. Un passaggio necessario per superare una frammentazione, che limita le opportunità per i pazienti.
Una terapia CAR-T, una forma avanzata di immunoterapia personalizzata che ingegnerizza i linfociti T del paziente per riconoscere e distruggere le cellule malate, ha indotto la remissione completa e duratura di tre gravi malattie autoimmuni in una paziente, aprendo nuove prospettive terapeutiche. È il risultato di un caso clinico descritto da Fabian Müller dell’University Hospital di Erlangen (Germania), pubblicato sulla rivista Med. Dopo oltre dieci anni di malattia e numerosi trattamenti inefficaci, la paziente è rimasta libera da terapia per un anno, con normalizzazione dei parametri ematici e significativo miglioramento della qualità di vita.
Quasi 20 milioni di decessi legati al morbillo sono stati evitati in Africa dal 2000 grazie all'aumento della copertura vaccinale. Il dato quanto emerge dalla prima analisi dettagliata sugli obiettivi di immunizzazione nel continente, condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la regione africana e da 'Gavi, The Vaccine Alliance'.
I dolcificanti artificiali potrebbero provocare conseguenze negative sulla salute, tanto da trasmettere alcuni degli effetti attraverso le generazioni. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition, condotto dagli scienziati dell'Università del Cile. Il team, guidato da Francisca Concha Celume, ha utilizzato un modello murino per valutare gli effetti di stevia e sucralosio attraverso le generazioni. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno considerato 47 esemplari, divisi in tre gruppi, ognuno dei quali ha ricevuto acqua semplice o un mix di acqua e uno dei due dolcificanti considerati: stevia e sucralosio.
Un estratto a base di curcuma e zenzero può migliorare l’integrazione degli impianti ossei, ridurre le infezioni e contrastare le cellule tumorali. Questo è quanto evidenzia uno studio guidato da Susmita Bose della Washington State University, pubblicato sul Journal of the American Ceramic Society. Nei test preliminari, l’applicazione dell’estratto su impianti in titanio ha portato a un raddoppio della capacità di legame tra osso e impianto entro sei settimane, oltre a eliminare oltre il 90% dei batteri presenti sulla superficie e a ridurre significativamente le cellule associate all’osteosarcoma.
Non si può essere obesi e in salute. Un importante eccesso di peso infatti aumenta fino al 60% i rischi per il cuore. La conferma che grasso non può mai essere buono e bello è uno studio dell’Imperial College London, pubblicato di recente sull’American Journal of Preventive Cardiology e rilanciato dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO), che ha messo all’indice il concetto di “metabolicamente sano” applicato storicamente a chi pur essendo fortemente sovrappeso esibiva analisi perfette pressione sotto controllo. Tutto smentito: anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l’obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto ai normopeso.
In Italia si vive sempre più a lungo, ma non necessariamente in buona salute. A fronte di una speranza di vita che sfiora gli 84 anni, la vita in salute si interrompe mediamente intorno ai 58 anni, aprendo una prospettiva di oltre 25 anni segnati da malattie croniche e condizioni di disabilità. Il dato emerge dal “Libro Bianco sulla Cronicità e la Non AutosufficienzaLibro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza”, promosso dall’Associazione del Terzo Settore Peripato e da Fondazione ANTHEM, che riunisce una rete di oltre 300 ricercatrici e ricercatori nel campo della medicina e dell’ingegneria.