Ambiente di vita quotidiana e ambiente digitale nel mirino del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità che in occasione della giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, celebrata ieri, 20 novembre, ha acceso i riflettori su cinque diritti dei bambini e ragazzi da garantire per tutelare la salute fisica e psicofisica dei più giovani.
Un aumento di biossido di azoto nell’aria è associato a un incremento del 7% del rischio di arresto cardiaco nell’arco di quattro giorni e anche le polveri sottili aumentano il rischio nello stesso giorno del picco. È quanto emerge da uno studio condotto dal Politecnico di Milano e pubblicato sulla rivista internazionale Global Challenges.
Cinque milioni di italiani a rischio dipendenza, 910mila giovani che “si sballano” regolarmente, 79 nuove sostanze psicoattive identificate solo quest’anno. Numeri che fotografano un’emergenza sanitaria silenziosa ma devastante, al centro del X congresso nazionale della Società Italiana Patologie da Dipendenza (Sipad), in programma a Roma dal 19 al 21 novembre.
L’uso prolungato di integratori a base di melatonina utilizzati per favorire il sonno potrebbe comportare un rischio più elevato di diagnosi di insufficienza cardiaca, ricovero ospedaliero connesso e morte per qualsiasi causa. Lo rivela uno studio presentato alle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association a New Orleans, che ha coinvolto 130.828 adulti con diagnosi di insonnia. La melatonina è un ormone prodotto naturalmente dal corpo che aiuta a regolare il ciclo sonno-veglia. Versioni sintetiche sono spesso utilizzate per trattare insonnia – difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni – e jet lag.
Un nuovo studio dell’Università di Verona getta nuova luce sul ruolo del sistema immunitario nella malattia di Alzheimer – la forma più comune di demenza – svelando un inatteso “tradimento” delle cellule difensive del nostro organismo. Le stesse cellule T che normalmente ci proteggono da virus e infezioni diventano, in alcune circostanze, capaci di danneggiare i neuroni e alimentare i processi neurodegenerativi alla base della malattia. È questa la scoperta al centro della ricerca realizzata dal gruppo guidato da Gabriela Constantin, prorettrice alla Ricerca di ateneo e docente di Patologia generale del dipartimento di Medicina diretto da Domenico Girelli, e i cui risultati sono stati di recente pubblicati su Nature Communications.
In un gruppo selezionato di pazienti, la sola immunoterapia può eliminare completamente il tumore allo stomaco, evitando l'intervento chirurgico. La scoperta in una ricerca indipenente, coordinata dalla Fondazione IRCCS Istituto nazionale dei Tumori di Milano e promossa dalla Fondazione GONO (Gruppo Oncologico del Nord-Ovest): lo studio Infinity, pubblicato su Annals of Oncology una delle riviste più importanti al mondo in campo oncologico.
Gli impianti dentali diventano più veloci. Si riducono infatti tempi di guarigione, fino a 5 mesi, grazie a nuove tecnologie che accelerano la formazione di nuovo osso. Attraverso l’utilizzo di “fattori di crescita” presenti nelle cellule staminali ricavate dalla polpa dei denti estratti, nelle piastrine e in gel contenenti proteine e acido ialuronico, è possibile stimolare lo sviluppo naturale di nuovo tessuto osseo e gengivale in tutto e per tutto uguali a quelli circostanti nativi. Queste procedure rigenerative innovative, che aprono orizzonti inimmaginabili fino a 10 anni fa, sono state al centro del congresso internazionale Osteology-SIdP che organizzato dal 23 al 25 ottobre a Firenze, dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) e dalla Fondazione Osteology.
Negli ultimi dodici mesi poco più di un terzo della popolazione italiana (38%) dichiara di essersi vaccinato secondo le raccomandazioni. Il dato evidenzia una copertura ancora limitata e una forte eterogeneità interna tra gli italiani che scelgono di vaccinarsi. Gli uomini risultano più aderenti rispetto alla media (42%), mentre le donne si fermano al 33%. La propensione a vaccinarsi cresce con l’età: solo il 28% tra i 35-54enni, ma quasi la metà (48%) tra gli over 55, probabilmente per una maggiore percezione del rischio e una più alta familiarità con il sistema sanitario. Sono i primi risultati del monitor continuativo di EngageMinds Hub – Consumer, Food & Health Engagement Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Cremona.
Identificata una firma molecolare del tumore della prostata: sono 18 geni che permettono di distinguere precocemente i tumori prostatici a basso rischio da quelli aggressivi. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è stata condotta in Italia da ricercatori e ricercatrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare e dell’Istituto di Oncologia Molecolare di Fondazione AIRC. Il tumore della prostata rappresenta la seconda neoplasia più comune tra gli uomini a livello mondiale e la più diffusa nei paesi occidentali, in Italia si registrano oltre 36.000 nuovi casi annualmente, soprattutto sopra i 65 anni d’età.
L’incidenza di Covid-19 è tre volte superiore nelle persone con scompenso cardiaco rispetto a quelle senza, il ricovero ospedaliero quattro volte superiore e la mortalità per tutte le cause dieci volte superiore. Questo è quanto emerge da uno studio coordinato dall’Università degli Studi di Milano e dall’IRCCS MultiMedica, in collaborazione con Policlinico di Milano, Università di Perugia, Università di Siena, che ha preso in esame i dati messi a disposizione dall’Osservatorio Epidemiologico di Regione Lombardia. L’indagine, pubblicata sull’International Journal of Cardiology, ha analizzato la frequenza e la gravità dell’infezione da Covid-19 tra il 21 febbraio e il 1 ottobre 2020 – prima che fossero disponibili i vaccini – coinvolgendo 100mila persone con scompenso cardiaco e 400mila senza, di età compresa tra 40 e 109 anni e valutando le infezioni da Covid-19, i ricoveri ospedalieri e la mortalità fino a giugno 2021.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste composto da Gabriele Grassi, Mario Grassi, Michela Abrami Alice Biasin, Domenico Tierno e Federica Tonon ha sviluppato un metodo diagnostico innovativo, rapido ed economico per analizzare le proprietà dell’espettorato e fornire un indicatore affidabile della funzionalità e infiammazione dei polmoni, evidenziandone eventuali alterazioni patologiche. Il test sviluppato dai ricercatori è basato su un software innovativo, SOFT NMR, che utilizza in modo inedito uno strumento agile ed economicamente accessibile come la risonanza magnetica a basso campo (LF-NMR).
C'è un possibile meccanismo comune in specifici profili di citochine infiammatorie presenti nelle donne affette contemporaneamente da emicrania episodica ed endometriosi. A scoprirlo è uno studio condotto dai ricercatori della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, dell’Università di Roma Tor Vergata, del Policlinico Tor Vergata e del CNR. I risultati, pubblicati sulla rivista Neurology, Neuroimmunology and Neuroinflammation, forniscono nuove prove biologiche dell’esistenza di vie infiammatorie sovrapposte, alla base della multimorbilità osservata in queste pazienti. Questo apre la strada a nuovi potenziali bersagli terapeutici per due patologie ancora prive di cure risolutive.
Il 10-12% dei bambini tra 24 e 36 mesi risulta in fascia di rischio per difficoltà nello sviluppo del linguaggio. È quanto emerge dai primi dati del progetto pilota “Crescere, Comunicare, Parlare”, realizzato nei nidi del Municipio 8 di Roma, che ha coinvolto circa 300 famiglie un questionario sul primo sviluppo linguistico. L’iniziativa ha interessato 14 asili nido e ha incluso una formazione online per oltre 50 educatrici, oltre alla restituzione personalizzata via mail ai genitori. I risultati evidenziano la necessità di agire precocemente: le esperienze italiane, in linea con quelle di altri paesi europei e degli USA, confermano che la prevalenza di difficoltà linguistiche in età prescolare supera il 10%, per stabilizzarsi poi intorno al 7,4% in età scolare, pari a 1 bambino su 14, ovvero 2 bambini per ogni classe.
L’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico fine può compromettere la salute metabolica, alterando la normale funzione del grasso bruno e aumentando il rischio di obesità e diabete. Uno studio co-diretto dall’Università di Zurigo e pubblicato su JCI Insight dimostra che ciò avviene attraverso complessi cambiamenti nella regolazione genica guidati da meccanismi epigenetici.
A breve, anche in Italia, in caso di gravi reazioni allergiche, un semplice spray nasale si affiancherà all’iniezione intramuscolare con cui di solito viene somministrata l’adrenalina, diventando una valida alternativa per chi ha paura dell’ago. Approvato, ad agosto 2024, dalla Food and Drug Amministration (FDA) e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), e già in commercio in Germania, ha ora raggiunto le ultime fasi di valutazione da parte dell’AIFA e si attende il suo arrivo nel nostro Paese per il 2026.
La maggioranza degli italiani si sente generalmente in buona salute: il 74% degli adulti di 18-69 anni di età dice di sentirsi “bene” o “molto bene”; una piccola percentuale (meno del 3%) riferisce di sentirsi “male” o “molto male”, mentre la restante parte dichiara di sentirsi “discretamente”. È quanto emerge dalla sorveglianza PASSI, il progetto di monitoraggio sui Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a partire dal 2006.
È il microbiota intestinale, nei primi 1000 giorni dal concepimento, a decidere lo sviluppo di allergie per il resto della vita. A scoprirlo due recenti studi pubblicati su Annals of Allergy, Asthma & Immunology e Gut Microbes che evidenziano come anomalie nella funzione del microbiota durante i primi anni di vita, sono associate al rischio futuro di sviluppare asma o allergie anche da adulti o anziani. I risultati aprono la strada a nuove prospettive di prevenzione e cura basate su dieta, probiotici e prebiotici, già nei primi mesi di vita o, addirittura, prima ancora della nascita.
Si accende una speranza per le migliaia di pazienti affetti da Encefalomielite Mialgica (ME), nota anche come Sindrome da Fatica Cronica (CFS), finora diagnosticata per esclusione, basandosi su un insieme di sintomi debilitanti, come un’estrema stanchezza che non migliora con il riposo. Un team di scienziati dell’Università dell’East Anglia (UEA) e di Oxford Biodynamics ha sviluppato il primo test del sangue al mondo che sarebbe in grado di diagnosticare la condizione con un’elevata accuratezza. I risultati iniziali pubblicati sul Journal of Translational Medicine e sono molto promettenti.
Un nuovo rapporto della Commissione EAT-Lancet del 2025 dimostra che le nostre scelte alimentari sono i principali responsabili delle sfide globali più urgenti: dalle malattie croniche alla crescente disuguaglianza, dall’accelerazione del cambiamento climatico alla perdita di biodiversità. Infatti, sebbene il mondo produca abbastanza calorie per tutti, quasi 3,7 miliardi di persone non hanno accesso a una dieta sana, a salari adeguati o a un ambiente pulito. Nel frattempo la produzione alimentare genera quasi il 30% delle emissioni globali di gas serra, contribuendo significativamente al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità.
I bambini e gli adolescenti hanno il doppio delle probabilità di sviluppare il Long Covid dopo una seconda infezione da SARS-CoV-2 rispetto ai coetanei che hanno contratto il virus una sola volta. È quanto emerge da un ampio studio finanziato dai National Institutes of Health (NIH) e pubblicato su Lancet Infectious Diseases. I risultati contrastano con la percezione diffusa che il Covid nei più giovani sia sempre “lieve” e che le reinfezioni non comportino rischi aggiuntivi.