Non si può essere obesi e in salute. Un importante eccesso di peso infatti aumenta fino al 60% i rischi per il cuore. La conferma che grasso non può mai essere buono e bello è uno studio dell’Imperial College London, pubblicato di recente sull’American Journal of Preventive Cardiology e rilanciato dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO), che ha messo all’indice il concetto di “metabolicamente sano” applicato storicamente a chi pur essendo fortemente sovrappeso esibiva analisi perfette pressione sotto controllo. Tutto smentito: anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l’obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto ai normopeso.
In Italia si vive sempre più a lungo, ma non necessariamente in buona salute. A fronte di una speranza di vita che sfiora gli 84 anni, la vita in salute si interrompe mediamente intorno ai 58 anni, aprendo una prospettiva di oltre 25 anni segnati da malattie croniche e condizioni di disabilità. Il dato emerge dal “Libro Bianco sulla Cronicità e la Non AutosufficienzaLibro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza”, promosso dall’Associazione del Terzo Settore Peripato e da Fondazione ANTHEM, che riunisce una rete di oltre 300 ricercatrici e ricercatori nel campo della medicina e dell’ingegneria.
Riprodurre in laboratorio la parte dell’encefalo colpita da glioma per comprendere meglio la malattia e valutare le potenziali cure. Questo l’obiettivo – pienamente realizzato – del progetto sviluppato da Università di Trento, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Sapienza Università di Roma che ha consentito la messa a punto di un sistema sperimentale 3D per valutare i possibili farmaci contro il glioma di basso grado, un tumore del sistema nervoso centrale spesso presente in età pediatrica. I risultati del progetto - che rappresenta una svolta per lo studio, la comprensione e il trattamento di questa patologia - sono stati pubblicati su Molecular Cancer.
Un caso di tubercolosi su cinque in Europa resta non diagnosticato o non segnalato e questo compromette gli sforzi per il controllo della malattia. È quanto emerge dal rapporto congiunto “Tuberculosis Surveillance and Monitoring in Europe 2026”, pubblicato da ECDC e Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il documento evidenzia come, nonostante i progressi, la Regione europea non stia raggiungendo gli obiettivi globali di eliminazione della tubercolosi, con criticità sia nella diagnosi sia nella diffusione di forme resistenti ai farmaci.
Le App per monitorare il sonno possono migliorare la consapevolezza delle proprie abitudini e aiutare alcune persone a dormire meglio, ma rischiano di aumentare ansia e stress in chi soffre di insonnia. Lo ha spiegato in uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology da un gruppo di ricercatori guidato da Håkon Lundekvam Berge dell’Università di Bergen che ha analizzato l’impatto percepito di queste tecnologie su oltre mille adulti in Norvegia. I risultati mostrano che, sebbene gli effetti positivi siano più frequenti di quelli negativi, esiste una fascia di utenti particolarmente vulnerabile agli effetti indesiderati del monitoraggio continuo.
Il sildenafil, farmaco già approvato per uso clinico, potrebbe rappresentare una possibile terapia per la sindrome di Leigh, grave malattia genetica mitocondriale pediatrica finora priva di trattamenti efficaci. A proporlo è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Cell e coordinato da Alessandro Prigione dell’Università di Düsseldorf, con il contributo in Italia di Dario Brunetti dell’Università Statale di Milano e dell’Istituto Neurologico Carlo Besta e di Emanuela Bottani dell’Università di Verona.
La “stanchezza primaverile” è solo nella nostra testa. È quanto suggerisce uno studio guidato da Christine Blume del Center for Chronobiology dell’Università di Basilea, realizzato con Albrecht Vorster dell’Università di Berna, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Sleep Research. I ricercatori hanno analizzato per un anno i livelli di stanchezza, sonnolenza diurna e qualità del sonno in 418 partecipanti, contattati ogni sei settimane a partire da aprile 2024 attraverso un questionario online. All’inizio dello studio circa la metà dei partecipanti aveva dichiarato di soffrire di stanchezza primaverile.
Un innovativo cerotto intelligente è in grado di rilasciare antibiotici solo in presenza di batteri dannosi, accelerando la guarigione delle ferite e riducendo il rischio di antibiotico-resistenza. È quanto realizzato da uno studio guidato da Anita Shukla della Brown University, pubblicato sulla rivista Science Advances. La ricerca dimostra che il materiale, un idrogel sensibile agli enzimi prodotti dai batteri patogeni, può eliminare rapidamente le infezioni e migliorare la cicatrizzazione limitando al contempo l’uso non necessario di antibiotici.
Vaccinarsi contro l'Herpes zoster o fuoco di Sant'Antonio potrebbe essere associato a un quasi dimezzamento degli eventi cardiaci gravi nelle persone con cardiopatia aterosclerotica: è quanto emerge da uno studio su quasi 247 mila pazienti che ne sono affetti e che sono stati sottoposti alla vaccinazione, registrando un rischio inferiore del 46%, rispetto a quelle non vaccinate, di incorrere in un problema cardiovascolare serio tra un mese e un anno dopo il vaccino.
Individuare rapidamente i pazienti che rischiano un peggioramento clinico nelle prime ore dall’arrivo in pronto soccorso, è una sfida sempre più centrale per gli ospedali. Per farlo si ricorre all’ Early Warning Score (Sistema di Allerta Precoce), utilizzato come supporto al triage e alla stratificazione del rischio, prezioso nella pratica comune ma poco tarato e sperimentato sugli ultra 80enni.
Un semplice tampone nasale potrebbe individuare l’Alzheimer prima della comparsa dei sintomi. Lo indica uno studio pubblicato su Nature Communications e guidato da Bradley J. Goldstein e Vincent M. D’Anniballe della Duke University School of Medicine. I ricercatori hanno sviluppato una procedura minimamente invasiva che consente di raccogliere cellule nervose e immunitarie nella parte alta del naso, dove si trovano i neuroni dell’olfatto. Analizzando l’attività genetica di queste cellule, il test è in grado di rilevare alterazioni biologiche associate alla malattia anche in fase precoce.
Il terribile botulismo - che può uccidere perché le tossine batteriche che lo originano bloccano il rilascio dei neurotrasmettitori a livello delle terminazioni nervose, provocando una paralisi muscolare - può far danni anche quando la tossina è in dosi talmente basse da non determinare la patologia. Anche in quantità minima, infatti, le tossine botuliniche possono interferire con i meccanismi di difesa dell’intestino, favorendo così le infezioni da batteri patogeni come Salmonella e Shigella.
Accessi ripetuti agli hub, passaggi tra servizi non sempre coordinati, follow-up disomogenei, informazioni che non viaggiano insieme alla persona e costi sempre più insostenibili per chi è costretto a viaggiare, anche fuori Regione, per inseguire le cure.
Accade continuamente senza che ci facciamo gran caso: un’auto che passa dietro un camion, un pedone che transita per un attimo dietro a un cartellone pubblicitario, una bici che corre dietro una siepe. Nonostante queste interruzioni, la nostra esperienza visiva resta sorprendentemente stabile: riusciamo a mantenere una percezione coerente degli oggetti, senza fatica e senza compromettere la capacità di riconoscerli.
Posticipare in modo flessibile l’orario di inizio delle lezioni consente agli adolescenti di dormire di più, migliorando salute, benessere e rendimento scolastico. Un team guidato da Joëlle Albrecht, Reto Huber e Oskar Jenni dell’Università di Zurigo e dell’Ospedale Pediatrico Universitario di Zurigo, ha pubblicato sul Journal of Adolescent Health una nuova ricerca che documenta come un modello scolastico con entrata variabile riduca la privazione cronica di sonno tra gli studenti.
La dieta mediterranea si aggiorna e diventa 3D, aggiungendo per la prima volta alla quantità e alla qualità dei nutrienti, anche la loro collocazione temporale in armonia con i ritmi biologici, ormonali e metabolici, nell’arco delle 24 ore. Il nuovo approccio sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE), insieme all’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports, ridisegna la piramide della dieta mediterranea tradizionale, sincronizzando le raccomandazioni alimentari, che restano invariate, con l’orologio biologico e le oscillazioni ormonali (insulina, cortisolo e melatonina), offrendo così una strategia concreta contro obesità e malattie metaboliche.
Il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di salute mentale presenta obesità, contro il 10% rilevato nella popolazione generale italiana. Il divario è ancora più marcato tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni: 13,7% rispetto al 5,5%, con un rischio quasi triplo per chi è in carico ai Servizi. È quanto emerge dalla prima indagine sistematica sul rischio di obesità in salute mentale condotta in Italia dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), che ha coinvolto circa 2.000 utenti dei Servizi di salute mentale in diverse regioni – Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana e Puglia – confrontando i dati raccolti con quelli della popolazione generale italiana rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità (PASSI 2023-24).
Le nanoplastiche possono interferire con i neuroni che regolano pubertà e fertilità e, per questo, possono influenzare la salute riproduttiva. A scoprirlo è stata una ricerca dell’Università Statale di Milano, condotta in collaborazione con l’Università di Torino e con i ricercatori della Queen Mary University of London, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Small. Nello studio i ricercatori hanno dimostrato che le nanoplastiche interferiscono con i neuroni che producono l’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), fondamentali per l’avvio della pubertà e la fertilità.
Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Cagliari e dell’Università degli Studi di Sassari ha scoperto una variante genetica capace di ostacolare la crescita del parassita della malaria. Il lavoro, pubblicato su Nature, chiarisce anche il meccanismo biologico della protezione e indica una possibile strada per nuovi farmaci. La malaria provoca ancora oggi oltre 600mila morti all’anno, soprattutto nei paesi tropicali, ma non tutte le persone infette si ammalano nello stesso modo. Capire perché ciò accade è una delle sfide più importanti della medicina.
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa non aumenta il rischio di mortalità. Anzi, per alcune donne potrebbe essere un vero e proprio “scudo” per la salute. A dimostrarlo è uno studio danese, coordinato da ricercatori del Copenhagen University Hospital - Rigshospitalet di Copenhagen e pubblicato sul The British Medical Journal. Per anni la TOS - introdotta per alleviare i tormenti della menopausa, dalle vampate improvvise alle notti insonni – si era portata dietro una scia di sospetti e paure.